Museo Civico Villa dei Cedri Bellinzona Logo Museo Civico Villa dei Cedri Bellinzona

Ritorna

Condividi  

Attualità di Mario Comensoli

Museo Civico Villa dei Cedri
30 novembre 2013 — 23 febbraio 2014

La Fondazione Mario e Hélène Comensoli di Zurigo intende celebrare il ventesimo anniversario della scomparsa di Mario Comensoli (Lugano 1922 - Zurigo 1993) presentando a Villa dei Cedri un’importante mostra dedicata a questo grande esponente del realismo pittorico.
I temi della sua narrazione hanno sempre radici nella realtà sociale e mettono al centro di ogni riflessione i destini dell’uomo. Dal ciclo dei lavoratori in tuta blu all’ironico controcanto dei miti del Sessantotto, dalla fase gioiosa della serie Discovirus al mondo dei «no future», Comensoli ha affrescato mezzo secolo di storia. Ed è morto vent’anni fa, dopo avere raccontato con tenera e straziante partecipazione le convulsioni di una gioventù allo sbando e la disgregazione di antichi valori. La mostra di Bellinzona insiste proprio sulla fase più drammatica della Comédie humaine di Comensoli, quando, raccontando la fisicità fragile e arrogante degli adolescenti perduti, il pittore ci dava altissime testimonianze di una generazione in bilico tra salvezza e dannazione.
La mostra riunisce una sessantina di capolavori emblematici di proprietà della Fondazione Mario e Hélène Comensoli e provenienti da collezioni private svizzere.

 

 

Sostenuta da:

- Reppublica e Cantone Ticino, Fondo Swisslos

Déjeuner dans la forêt 1990, Tecnica mista su tela, 150 cm x 200 cm © Fondazione Comensoli
Casual, 1986, Tecnica mista su tela, 150 cm x 150 cm © Fondazione Comensoli
Quo vadis, 1985, Tecnica mista su tela, 190 cm x 200 cm © Fondazione Comensoli
Kunsthaus, 1983, Tecnica mista su tela, 190 cm x 200 cm © Collezione privata
Rebellen (Ribelli), 1968, Tecnica mista su tela, 160 cm x 140 cm © Fondazione Comensoli
Sprung (Il salto), 1959, Tecnica mista su pavatex, 110 cm x 100 cm © Fondazione Comensoli
Pelzmantel (Pelliccia) 1962
Tecnica mista su cartone
115 cm x 82 cm
© Fondazione Comensoli